Cismar - Centro Ittiogenico Sperimentale Marino

Educazione Ambientale

Il C.I.S.Mar. organizza visite e corsi di educazione ambientale rivolti a gruppi, singoli e scuole di ogni livello, con attività teoriche e pratiche che coinvolgono l’utente finalizzate a sensibilizzare i cittadini su alcune problematiche ambientali e, allo stesso tempo, a far loro conoscere direttamente il mondo della ricerca scientifica universitaria.
In questo senso la partecipazione ai progetti di educazione ambientale fornisce ai visitatori un arricchimento sulla biologia marina ed il mondo della ricerca e offre spunti di riflessione nel ridefinire il rapporto uomo-ambiente.

Progetto Scuola-Università

Questo approccio cambia anche per l’insegnante il modo affrontare alcune tematiche di carattere scientifico, potendo affiancare a lezioni teoriche alcune delle attività che si svolgono nel centro di ricerca, il quale si trova tra l’altro in un contesto naturalistico di grande valore ambientale ed ecologico.
Attraverso specifici argomenti teorici ed attività pratiche, i ragazzi conoscono ed, in parte, partecipano allo svolgimento dei progetti di ricerca che vengono realizzati nel CISMar delle Saline di Tarquinia. Questo costituisce una occasione pressoché unica di venire in contatto con l’Università e la ricerca, ambito nel quale alcuni di loro continueranno il proprio percorso formativo al termine della scuola superiore.
Le strutture presenti nel C.I.S.Mar. vengono messe a disposizione dei partecipanti: laboratori ed avannotteria, nella cornice della Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, diventano un luogo in cui poter liberare e soddisfare la propria curiosità e creatività. In questo percorso i ragazzi sono affiancati da Docenti, Ricercatori e personale del Dipartimento DECOS dell’Unversità della Tuscia direttamente coinvolto nella gestione del Centro e nella realizzazione dei progetti di ricerca.

Articoli:
ISIS Calamatta, Civitavecchia
Galileo Galilei, Tarquinia

Progetto “Paesaggi Sommersi del Mediterraneo”

RECUPERO, STABULAZIONE E RILASCIO DI TUTTI QUEGLI ORGANISMI MARINI CONSIDERATI COMMERCIALMENTE NON RILEVANTI DERIVANTI DA PICCOLE E GRANDI IMBARCAZIONI PROFESSIONALI, IDENTIFICATI COME “SCARTO DI PESCA”

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di sovra-sfruttamento e collasso delle risorse ittiche. Il problema è noto fin dagli anni ’90, ma poco o nulla è stato fatto per cambiare rotta.
Inizialmente lo si percepiva come un problema “lontano”, ma col passare del tempo la situazione sta cambiando. Ormai è evidente che anche il Mediterraneo è pesantemente danneggiato da una pesca incontrollata. Il danno non riguarda solo i pesci di tipo commerciale e i cetacei, ma anche tutti quegli organismi che finiscono nelle reti e che pochi conoscono in quanto non sono rilevanti sotto il profilo alimentare ed economico. Mentre hanno un altissimo valore dal punto di vista biologico ed ecologico per la conservazione dell’ecosistema marino. Proprio attraverso questo progetto di recupero tentiamo di salvare, riabilitare e rilasciare il maggior numero possibile di questo organismi considerati “scarto di pesca”.

Inoltre è stato creato un percorso didattico, attraverso il quale gli organismi ospitati negli acquari saranno mostrati agli studenti e a tutti i visitatori del centro in modo da avvicinarli all’ecologia marina e a tutte le problematiche riguardati il nostro mare.
Attraverso questo progetto si ha la possibilità di formare e specializzare il personale addetto alla gestione delle diverse attività del Centro di Ricerca delle Saline di Tarquinia.
Vengono coinvolti anche giovani laureati allo scopo di garantire continuità formativa e professionale alle iniziative che sono state finora realizzate.
Il progetto si sviluppa attraverso una campagna di informazione volta a sensibilizzare i pescatori professionisti locali sulla problematica dello “scarto di pesca”. L’intento è quello di instaurare un rapporto di collaborazione con i soggetti interessati, si procede poi al recupero periodico o su segnalazione di tutti quegli animali ancora vivi privi di valore commerciale. Muniti delle attrezzature necessarie per il trasporto, ci si reca presso il porto interessato per effettuare il prelievo. Gli organismi vengono trasportati presso l’avannotteria del Centro Ittiogenico Sperimentale Marino, dove il nostro personale provvede all’acclimatazione in modo da farli abituare gradualmente ai parametri chimico – fisici dell’acqua dei nostri circuiti. Alcuni animali prima di essere ospitati nelle vasche di comunità sono sottoposti a quarantena e cure in modo da non andare a costituire un fattore di rischio per gli animali sani già presenti nel centro.
Una volta riabilitati gli animali sono suddivisi in base alle proprie esigenze e alle proprie caratteristiche in apposite vasche di mantenimento.

All’interno del CISMAR sono disponibili vasche a circuito chiuso e a circuito aperto. In quelle a circuito aperto l’acqua proviene direttamente dal mare e sono utilizzate per allevare quegli animali (es. Echinodermi, Gasteropodi) che si nutrono a loro volta di altri piccoli organismi normalmente presenti nella colonna d’acqua.
Invece nelle vasche a circuito chiuso la qualità dell’acqua è garantita grazie ad un filtro a sabbia, un filtro biologico, uno sterilizzatore UV e un sistema di climatizzazione. Questo circuito è utilizzato per il mantenimento delle specie più delicate ed esigenti che richiedono dei parametri più stabili possibili.
Gli animali sono nutriti con diversi tipi di alimenti a seconda delle esigente delle singole specie. Una volta ristabilite le condizioni di salute idonee alla loro sopravvivenza gli animali sono rilasciati nel loro ambiente naturale tramite delle immersioni subacquee o dalla superficie in base alle caratteristiche della specie.

Una parte degli organismi riabilitati saranno ospitati più a lungo nel nostro centro, in degli appositi acquari, con lo scopo di essere utilizzati sia per far conoscere ai visitatori le specie marine che popolano il Mar Mediterraneo, sia per sensibilizzare l’opinione pubblica circa la problematica relativa alle catture accessorie della pesca professionale.

Alcuni di questi organismi sono oggetto di un ciclo di trasmissioni televisive ( Geo & Geo in onda su RAI 3) volte ad ampliare la conoscenza del grande pubblico sia sulle specie che sulle problematiche ambientali che interessano il nostro mare.

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